darwinismo e comunismo

settembre 19, 2006

Cosa c’entrano col risorgimento?
Sebbene l’argomento non abbia una stretta attinenza con ciò di cui parlo in queste pagine, è interessante notare la differenza tra scienza e scientismo (scienza come dottrina, ideologia e dogma), e quanto i congressi scientifici siano sempre stati un pretesto per fini politici (ad es. nel regno delle 2 sicilie).

Venezia, la «pazza idea» di screditare l’uomo

Perché un medico come Umberto Veronesi si impegna a diffondere il darwinismo attraverso un grande convegno? Perché se gli esseri umani non sono altro che scimmie più evolute tutto diventa accettabile: ricerca sugli embrioni, eutanasia, aborto…

 

da Avvenire del 14 settembre 2006
di Francesco Agnoli

C’è qualcosa di terribilmente ideologico nella continua lotta intrapresa da Umberto Veronesi per la consacrazione del darwinismo. Altrimenti non si capirebbe come questo apprezzato oncologo, che da anni si batte per aborto, fecondazione artificiale, eutanasia, droga libera, ecc., abbia accompagnato da tempo questo suo impegno, per così dire mortifero, con analogo sforzo di promozione della visione darwiniana della vita (al punto di promuovere un bimestrale, Darwin, diretto da un filo-radicale come Gilberto Corbellini). Da alcuni anni infatti cova nella mente di Veronesi il grande convegno sul naturalista inglese, che avrà luogo a Venezia, con sponsor non risibili, dal 20 al 23 settembre, e che ha lo scopo di diffondere l’idea che la coscienza, il pensiero, il linguaggio, la creatività umana sarebbero semplici prodotti della casuale evoluzione animale. Perché tanto amore per Darwin, in uno scienziato che non si occupa specificamente di studi biologici? Non è difficile da capire. Il darwinismo, infatti, pur non potendo assolutamente negare un Dio Creatore, né empiricamente né filosoficamente, contribuisce in buona parte a “screditarlo”. E scredita, nello stesso tempo, l’uomo: non più a immagine di Dio, ma delle grandi scimmie. In questo senso il darwinismo è a fondamento di tanti errori e orrori della modernità: del concetto di lotta per la vita (che diviene nazionalismo e superomismo), dell’eugenetica, del liberismo selvaggio, dell’animalismo… Tutta la questione dei diritti umani, a ben vedere, decade, di fronte all’equiparazione tra uomini e animali. Infatti, se veramente fossimo solo scimmie evolute, non solo la sperimentazione sugli uomini (embrioni) diverrebbe lecita, allo stesso modo di quella sugli animali, ma, ad essere coerenti, si dovrebbe finire per giustificare anche il cannibalismo (un altro modo, semplicemente, di mangiare carne….).
In realtà però, ripassando la storia, ci si accorge che il verbo “darwiniano”, che troverà ampia eco in laguna nei prossimi giorni, è assai antico: ben prima di Darwin stesso, qualcun altro aveva parlato di discendenza degli uomini dalle scimmie. Chi, precisamente? In particolare, a sostenere questa aberrante teoria, erano stati alcuni libertini, vicini a posizioni scettiche, materialiste-atee o deiste. Costoro avevano ereditato la teoria pagana ed antiscientifica della generazione spontanea, per affermare che in realtà la vita si genera da sé, senza bisogno di nessun Creatore. Giulio Cesare Vanini, per fare un esempio, riteneva che il mondo fosse eterno, cioè che fosse dio; d’altro canto negava la creazione e l’immortalità dell’anima umana, sostenendo altresì l’eternità della materia. Perché allora concedere una particolare dignità all’uomo, rispetto alle altre bestie e cose, una volta esclusa la sua somiglianza con Dio? Vanini aveva sostenuto prima la generazione spontanea degli uomini dalla terra, e poi, tramite Cardano, un mago del Cinquecento, la nascita dell’uomo da «animali affini all’uomo come le bertucce, i macachi, e le scimmie in genere». Siamo alla fine del Cinquecento, centinaia d’anni prima di Darwin. Lo stesso Voltaire, nel suo «Trattato sulla metafisica», avrebbe dimostrato di dar fede all’idea che intere razze, come quella dei neri, sono nate da esseri bestiali. Ma tutti questi filosofi dove volevano arrivare? A negare valore all’uomo stesso, all’idea secolare (e cristiana) di persona. Infatti, come lo stesso Voltaire, finirono per giustificare la differenza “naturale” tra gli uomini, la loro disuguaglianza, e quindi, se coerenti, il colonialismo e lo schiavismo (avversato, invece, dalla visione biblica, secondo cui gli uomini, creati direttamente da Dio, sono tutti fratelli). Ma allora, cos’è, oggi, l’idea di poter uccidere embrioni umani, o di clonare delle creature, se non una forma nuova di schiavismo? Sono gli orrori che nascono nel momento in cui si nega a Dio il suo ruolo di Creatore, o, quantomeno, all’uomo la sua dignità di creatura spirituale e razionale.
È appena il caso di ricordare, ancora una volta, per ricollegarci all’inizio del discorso, da quale antropologia provenga la legittimazione, ad esempio dell’eutanasia, da parte di Umberto Veronesi: «Considero la morte nient’altro che un evento biologico. È la rigenerazione, il lasciar spazio agli altri, come fanno quegli animali che da vecchi si staccano dal branco per andare a morire soli» (Umberto Veronesi, «L’ombra e la luce», La biblioteca di Repubblica). E ancora, parlando sempre di eutanasia, e confondendo le acque: «È un dovere affrontare la morte serenamente, come gli elefanti, che si ritirano per morire, o gli alberi che cadono perché hanno concluso il loro ciclo vitale… Se non ci fosse la morte, già noi non saremmo vivi, lo siamo perché altri prima di noi se ne sono andati, come le piante, come gli animali». Queste ultime, “intelligentissime”, affermazioni, in cui l’uomo è equiparato ad animali e piante, sono tratte da uno dei tanti libri-interviste di questi anni, «Scienza e futuro dell’uomo» (Passigli), scritti da Umberto Veronesi al principale scopo di sostenere, come sempre, aborto, eutanasia, liberalizzazione delle droghe, clonazione… Ma prima, come presupposto, come fondamento del discorso? Come sempre, Veronesi esordisce con un “leggero” attacco alla Chiesa, che sarebbe, a rigor di logica, immotivato, fuori luogo: «La Chiesa fonda se stessa sulla negazione dell’uso della ragione… Per definizione, “fede” significa credere ciecamente senza esercitare potere critico…». E il suo intervistatore, di rimando. «Se per la Chiesa la conoscenza è un peccato talmente grave da meritare il castigo più severo, Lei, professor Veronesi, vive nel peccato…». Anche nel suo ultimo intervento, sull’Espresso del 14 settembre, Veronesi travalica dalla scienza alla filosofia, con la leggerezza di un elefante: «La vita nasce dal caso e dalla necessità. Mi rendo conto che questo non lascia molto spazio a interpretazioni metafisiche dell’esistenza umana….». Cosa è il caso, e cosa è la necessità? Antiche divinità greche di ritorno? E perché il darwinismo negherebbe, di per sé, la metafisica? Ma soprattutto: come si fa a divinizzare il caso, trasformandolo in forza intelligente, creatrice e ordinatrice, e a scrivere, qualche riga più avanti, che «una forma di intelligenza esiste anche in una singola cellula», al punto che «se la isoliamo e tentiamo di toglierle la vita, la vediamo reagire, difendersi, attivare l’istinto di conservazione del suo Dna, un codice della vita che ha due compiti…». L'”intelligenza”, il “Dna”, e cioè un programma completo e meraviglioso, ordinato e finalizzato, i “compiti” da svolgere, con uno scopo… cosa c’entra tutto questo col caso, cioè col disordine, l’assenza di significato, di intelligenza, di compito?

per chi volesse approfondire, cercate qualcosa sul parallelo tra darwinismo e comunismo…

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la destra fintocattolica?

settembre 10, 2006

Girando su internet si trovano sempre nuovi spunti di riflessione, e articoli o scritti capaci di far girare la testa.

Come www.kelebekler.com/cesnur/txt/sod0.htm, articolo del sito www.kelebekler.com, articolo che solleva dubbi su una destra cattolica che viene presentata come fortemente collusa con la massoneria e “gentile” verso le sette….

Cosa dire? Leggete e ditemi la vostra!


Amici degli amici

settembre 8, 2006

Buon rientro a tutti.
Dopo la (lunga) pausa estiva, ho deciso di scrivere sul blog una considerazione semplice semplice:

Quanto è diffusa nella nostra società la tendenza a farsi aiutare dagli “amici degli amici”? Non è forse la base su cui si basano associazioni filo-para-real-massoniche per garantirsi un seguito? “vieni con noi, ti aiuteremo”…


date retta a me, vecchio incredulo

luglio 4, 2006

date retta a Leo Moulin, ecco come viene gestita la storia cristiana: è in atto anche la guerra psicologica.

«Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia. A furia di insistere, dalla riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo. Vi hanno paralizzato nell’autocritica masochista, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto». Femministe, omosessuali, terzomondiali e terzomondisti, pacifisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: «Da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere. Non c’è problema o errore o sofferenza nella storia che non vi siano stati addebitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro manforte. Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. Spesso, infatti, non è vero. E se qualcosa di vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre. Ma poi: perchè non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche?» (Léo Moulin).


Luttwak, il Cavour del 2000

giugno 28, 2006

qualcuno si stupisce che Edward Luttwak, di cui potete leggere qui e qui una breve biografia, scriva sulla scienza del colpo di stato, teorizzi modi nuovi e migliori per un agire non democratico.

Ma Luttwak non scopre nè inventa niente, anzi. Veramente Luttwak, a Cavour, in quanto a organizzazioni di complotti, gli fa un baffo.

Basta leggere uno dei libri che stanno riscrivendo la storia del risorgimento per capire quante analogie ci sono tra il pensiero di luttwak, così come è riportato da un sito non certo amico con estratti delle sue opere, e l’azione degli “eroi” risorgimentali.

Qual’è il nesso? Probabilmente la matrice anglosassone dei due pensieri, forse la concezione liberale, massonica e antidemocratica della società.


il sacro testo di ktorr

giugno 22, 2006

nessuno osi toccare il Sacro Testo di Ktorr, figlio di Pdorr, colui che sconfisse gli orchi della palude di Nrar, e che portò il sacro fuoco delle origini…

Così parlano i "difensori della costituzione" propagandando il NO al referendum dei prosimi giorni (mi immagino OscaV Luis Patvia al comizio di stasera mentre parla così).

1 – la costituzione non viene sconvolta come dicono
2 – anche se lo fosse, che remore dovremmo avere? è forse un testo sacro di una nuova religione?
3 – i sostenitori dell'immutabilità costituzionale fanno riferimento ai valori di padri, alla tradizione, agli antenati, ma quando si tratta su temi etici tutti questi riferimenti sono obsoleti.

Si ripete qui il solito schema risorgimentale: alla sfera di valori tradizionali e cristiani vengono contrapposti FALSI valori laici presentati come DOGMI. Facciamo caso ai termini:

-la costituzione è IMMUTABILE
-lo stato è INDIVISIBILE
-la laicità dell stato è IRRINUNCIABILE

e così via…


giuramento dei briganti legittimisti

giugno 16, 2006

dal bellissimo sito ADSIC, a dispetto di tutti i “grandi storici” di impostazione risorgimentalista, ecco il giuramento dei “briganti” legittimisti delle due sicilie.

altro che briganti!